Slow Wine 2025
SOLW WINE 2025
Presentazione della guida 2025
e degustazione dei vini premiati.
Sabato 19 ottobre ho
partecipato sia alla presentazione della Guida e sia, come ormai da un po' di
anni, alla degustazione dei vini premiati.
Durante la presentazione che
si è tenuta alla mattina prima della degustazione ho potuto scoprire il
processo di realizzazione della guida, i loro protagonisti (le cantine
recensite, i vini premiati) e le due novità che sono state inserite quest’anno.
La prima è una scelta,
politica, di non inserire all’interno della guida cantine che utilizzano
prodotti chimici per il diserbo, scelta che è in linea con il manifesto del
vino: “Vino buono, pulito e giusto” che contraddistingue tutta la famiglia di
SlowFood. Sono state inserite aziende che rispettano l’ambiente e operano in
maniera sostenibile sia biologiche che no.
La seconda novità è
l’inserimento di un nuovo premio per i vini Top Wine: “ Top Wine Best Buy”, quindi
vini che hanno un prezzo molto competitivo senza rinunciare alla qualità del
prodotto, ben190 sono i vini che hanno ricevuto questo riconoscimento. Questo
riconoscimento è secondo me un plus in più per molte cantine permettendo un
ampliamento del mercato e avvicinare un pubblico più giovane che non ha
esigenze di spesa elevate. E proprio il tema dei giovani è stato oggetto dell’
approfondimento, “Il Mercato chiede vini di pronta beva, ma il cambiamento
climatico dice di no”. Si sono analizzate le tendenze di mercanto in
particolare quello Americano grazie a Jeff Porter (sommelier e giornalista del
Wine Enthusiast Magazine) e chi il vino lo serve tutti i giorni a Milano, Luca
Sarais di Cantine Isola. Il consumatore è più informato, si informa di più e “beve
solo quello che gli piace” dal vino giovane di pronta beva al vino rosso più
importante; questo anche in base all’occasione. Quale strategia adottare?
Dipende dalla cantina e dalla tipologia di vino che produce, non tutte le
cantine hanno il potenziale, economico, di produrre vini più giovani rispetto a
quelli tradizionalmente prodotti, questo non limita a fatto la cantina perché
ci sarà sempre un pubblico che apprezza i loro vini e li compra. L’esempio lo
possa fare su me stesso, ho si dei vini che apprezzo di più di altri ma fanno
parte di un immensa cantina che spazia dai rifermentati ai vini rossi da
invecchiamento, ad oggi il consumatore va in questa direzione, conosce
maggiormente il mondo del vino, se ne appassiona di più e compra diverse
tipologie di vino, questo permette alle cantine di lavorare per migliorare e
valorizzare maggiormente i loro prodotti, senza un vero e proprio cambio di
rotta.
Per quanto riguarda i giovani, l’introduzione di un vino dealcolato ha aperto le porte per un nuovo mercato che permette a più persone di bere il frutto dell’uva, ma questo non è un modo efficace per avvicinare i giovani a questo mondo. Come spiegava molto bene Luca Sarais, i giovani si avvicinano al vino in età più avanzata, intorno ai 20-25 anni, io stesso grazie alle superiori a 20 ho iniziato ad appassionarmi a questo mondo, prima intorno a 18 anni se non qualche anno più piccoli i ragazzi bevono, si ubriacano per divertimento per piacere all’atro con super alcolici soprattutto a basso costo ma non con il vino. la soluzione per avvicinare i giovani a questo mondo e in particolare far comprende il lavoro, la storia che c’è dietro a una bottiglia è attraverso l’istruzione, la cultura, solo così si può apprezzare pienamente un calice di vino.
Matteo.
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